martedì 2 febbraio 2016

Sognare le paraboliche.

https://www.facebook.com/www.F1Central/videos/900878250031009/

Questo video clicca qui ha reso visibile il mio sogno di bambino degli anni '69-'70. Non c'è dubbio. Quello al volante che supera tutti, anche in parabolica, è evidente: sono io!
Tutto iniziò con un regalo (forse il più bel regalo di Natale o di compleanno non ricordo) che abbia mai ricevuto: la pista elettrica delle macchinine della "POLISTIL" con percorso a forma di 8. Con quelle macchinine, passavo interi pomeriggi con il mio migliore amico, Mario Signorelli, a consumare le gomme, le resistenze, la corrente di casa, la pazienza delle mamme che a un certo punto, ricordo sempre troppo presto, dicevano che dovevamo smettere di giocare e fare i compiti.
Una di queste era rossa (la più ambita, perchè ci sembrava essere la più veloce), l'altra grigia (la più stabile e la più affidabile: anche a grande velocità difficilmente usciva di strada).
Un giorno regalarono la stessa pista anche a Mario e allora si aprirono nuove e incredibili possibilità come quando univamo i pezzi della mia e della sua e disegnavamo i circuiti più arditi, rischiosi e temerari. Non mancavano mai, però, le paraboliche! Bastava infilare sapientemente sotto le curve più lunghe un libro dello spessore adeguato, tipo "Il Manuale delle Giovani Marmotte" o "Robinson Crusoe" perchè se lo spessore non era corretto le macchinine, che correvano a velocità impossibili, sbandavano e saltavano irrimediabilmente fuori dal tracciato.
Quando non c'era Mario potevo solo comporre o un circuito a forma di lettera o allungata o appunto di 8, come l'immagine della scatola della Polistil.
Restavo lì ore e ore, per allenarmi, per capire, per imparare a sfruttare al meglio le prestazioni delle due coraggiose macchinine.
... e di notte... dopo quei pomeriggi di interminabili Gran Premi, sognavo. Sognavo di correre e di essere il campione che non aveva paura di niente, che vinceva sempre, che non staccava mai il dito, ops, il piede dal gas e che superava tutti e a tutta velocità, sprezzante del pericolo, anche nelle curve più difficili, quelle maledette e più pericolose: le paraboliche,
Grazie all'amico che me l' ha fatto ricordare.

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