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sabato 29 ottobre 2022

Cosa manca all'uomo moderno - Don Carlo Gnocchi - Per riflettere

Mancano all’uomo moderno ragioni ferme e immutabili di vita, valori eterni e non contrattabili che condizionino i valori terreni e contingenti, certezze fondamentali che diano coerenza e intelligibilità
Don Carlo Gnocchi

alla favola dell’esistenza umana. Per questo siamo caduti nell’incoerenza, nel frammentarismo della vita, nel compromesso e nella irresponsabilità morale, nel girellismo politico e nella dilagante disonestà pubblica e privata.
Quando l’uomo non possiede più un nucleo centrale fermo e preciso, intorno a cui polarizzare le azioni divergenti dell’esistenza, quando non ha più una meta chiara e trascendente verso cui convogliare il fascio multiforme e discorde delle sue attività, allora è naturale che la personalità si dissolva in una successione alogica di momenti diversi e incoerenti; tanto la vita dell’individuo quanto quella dell’umanità. L’impresa formidabile assegnata alle generazioni di questo tragico dopoguerra va quindi ben più oltre e ben più al fondo, non soltanto di una restaurazione materiale di tutto quanto è stato pazzamente distrutto, ma anche della riforma stessa delle leggi e delle istituzioni politiche ed economiche... È quindi un’opera strettamente religiosa, se per religione si intende un rapporto con l’Eterno e il trascendente. La rinascita del mondo sarà quindi religiosa o non sarà affatto...
L’uomo è un pellegrino; malato d’infinito, incamminato verso l’eternità. La personalità è sempre in marcia, perché essa è un valore trascendente: la sua forma perfetta (San Paolo parla di statura perfetta) non si raggiunge che nell’altra vita, piena e indefettibile. Purché l’uomo non si lasci stancare della lotta, purché si opponga alla sclerosi progressiva o causata dagli anni e dalle delusioni della vita, purché dia ogni giorno un tratto alla costruzione del suo capolavoro. In vista dell’eternità.

Tratto da un post di FB di S. Campi

sabato 19 ottobre 2019

E noi siamo complici. Di Roberto Brambilla - Fonte FB

Roberto Brambilla
Questa riflessione di Roberto Brambilla pubblicata sul suo profilo FB è del 16 ottobre. Per caso l'ho letta solo questa mattina. Sulla questione immigrati e relative soluzioni non aggiunge niente di nuovo. Sono cose già sentite o lette anche altrove. Ma, non so perché, scritte da Lui, che da giovane dottore ha vissuto un' esperienza in Africa con Padre Antonello in una missione ( lo so perché il prete in oratorio ci faceva vedere le diapositive del villaggio in cui prestavano servizio) , mi paiono più sincere, più autentiche.
Ecco perché, di seguito, le condivido e le ripubblico anche qui.

Grazie Roberto Brambilla per quello che ha scritto, e poi approfitto per ringraziarti di un'altra cosa che ti dirò personalmente quando forse ti incontrerò. Per ora ti basti sapere che Alice sta bene,oggi ha 26 anni è fidanzata, lavora e presto credo proprio che metterà su famiglia anche lei.




emmesse 
19/10/2019


E noi siamo complici.

Oggi si parla ancora con slogan indisponenti del problema migranti. Tempo fa avevo scritto queste righe che oggi mi sembra il caso di postare.Sono stanco di litigi sul problema dei profughi.
Stanco di parlare di questo problema in questi termini, che non affrontano le cose vere e nascondono i veri problemi.
Proverò a spiegare come io vedo la cosa.

sabato 7 settembre 2019

Immigrazione & Palline di gomma - R. Beck


L'unica soluzione possibile. 

Tanto per ricordare come stanno le cose e i termini reali della questione.
E' un video che avevo già visto tempo fa.
Tratta di povertà nel mondo e di come si dovrebbe risolvere la questione dell'immigrazione.
Lo ripropongo per chi ancora no lo avesse visto e perché molto efficace e utile per la riflessione.
Dice che esiste una e una solo soluzione e che non saremo noi, non la nostra generazione a risolvere il problema. Forse possiamo solo iniziare... ma, allora cosa aspettiamo?




giovedì 27 giugno 2019

Oscar non ci è riuscito. Sua figlia Valeria muore con lui. ... Buona giornata.


Siete indignati? Veramente? Quanto ci fa male questa fotografia?


Io non so più.
Siamo umanamente tutti colpevoli, tutti coinvolti, o tutti innocenti, tutti assolti?
Intanto vi auguro una buona giornata.

Oscar ci ha provato. Che aveva da perdere?
La piccola Valeria muore stringendo forte forte il suo papa'.
Non è una bella morte?

Ma la notizia è la foto, il fatto che Oscar paga con la vita e quella di sua figlia la "ricca" mano di poker che ha scelto di giocare, o la nostra anestetizzata coscienza, la nostra "elastica" appartenenza all'umanità, o più semplicemente la nostra indifferenza?

Io non so, non so rispondere, non so rispondere... aiuto!

Le acque che hanno vinto la forza e la disperazione di Oscar non sono quelle di un mare, sono di un fiume: Il Rio Grande, al confine Mexico - Usa.
Un fiume appunto molto più grande di lui.

Per la riflessione questo mio brano credo possa valere comunque.
Sono più di otto minuti di tediosa ipnotica  nenia, un po' riflessione un po' lamento.
Se avete fretta lasciate perdere.

Ah, dimenticavo, l'educazione prima di tutto, non sia mai : Buongiorno e buona giornata.

Per chi per caso avesse tempo, 
buon ascolto e buona riflessione: 


emmesse
Sulbiate, 27 giugno 2019

martedì 18 giugno 2019

L'Appello di Cacciari - Intellettuali di tutto il mondo unitevi.

A favore dell'Uomo, contro la miseria della mente.



Non è nuovo ma fa riflettere lo stesso. Grazie all'amico per la segnalazione. 
Cacciari ha una bella testa. I suoi modi a me non ispirano simpatia ma qui il ragionamento è più che condivisibile e speriamo sia colto da molti e non solo.

Non ho vissuto l'età dei totalitarismi, l'età della morte del pensiero critico ma oggi più che mai posso considerare quanto sia pericoloso il sonno della ragione. Nell'età del ritorno dei Malvolio di montaliana memoria un semplice prendere le distanze  non può bastare,  non è piu possibile una "fuga immobile" anzi può rappresentare una scelta immorale, un disimpegno colpevole.Oggi non è più tempo di tacere, è tempo di prendere una posizione perché ogni esitazione potrebbe mettere a rischio le grandi conquiste
 culturali del secondo dopoguerra. La cooperazione internazionale, la democrazia, l'integrazione, la tolleranza non possono essere valori negoziabili.
Quello che maggiormente preoccupa non è il ristretto e circoscritto disegno politico di Salvini ma la constatazione dei consensi numerosi che colleziona, non è di Di Maio, che mi preoccupo e del suo serbatoio di voti "protestanti" ma la constatazione che la protesta sinistroide abbia consegnato il paese ad una destra becera e livida e che una larga fetta anche di intellettuali non si sia resa ancora conto che si è prostituita alla peggiore delle destre , non a quella progressista e europeista ma alla destra razzista e violenta di Salvini.Ad una destra incapace di cogliere i segni del tempo, incapace di progettare un mondo di uomini in grado di vivere insieme pacificamente nella consapevolezza che ogni vero progresso raggiunge la sua pienezza col contributo di molti e con l 'inclusione  di tutti ,seguendo l'insegnamento terenziano alla base della nostra cultura occidentale :"Homo sum humani nihil a me alienum puto".

mercoledì 5 luglio 2017

L' inferno e il paradiso - Breve storia per riflettere.

Un Sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese

 :«Signore, mi
 piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno»
Dio condusse il sant'uomo verso due porte.
Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno.
C'era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente
cibo dal profumo delizioso.
Il sant' uomo sentì l'acquolina in bocca
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato.
Avevano tutti l'aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma
poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca.
Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro
sofferenze.
Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno".
Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l'aprì.

mercoledì 8 marzo 2017

Studiare, lavorare, guadagnare - Per riflettere.

LA NOSTRA CONTINUA PAURA DI SBAGLIARE HA ANNULLATO LA NOSTRA AUTOSTIMA
Ci hanno insegnato a temere di sbagliare. Sempre, come un mantra: prendere voti alti, lavorare e guadagnare. Ciò ha distrutto il nostro amore per l'apprendimento.

"Conosco da diversi anni la donna seduta di fronte a me in questo colloquio tra genitori e insegnanti, e ne abbiamo passate tante insieme. Ho insegnato a tre dei suoi figli, e mi piace pensare che durante questo periodo siamo diventate amiche. Si tratta di una madre coscienziosa, che ovviamente vuole bene con tutto il cuore ai suoi bambini.
Sono sempre stata onesta con lei sui loro punti di forza e sulle loro carenze, e credo che lei si fidi del fatto che io le dica la verità. Ma nel momento in cui mi confida una preoccupazione che la sta assillando da qualche tempo, tutto quello che riesco a fare è annuire e cercare di prendere tempo.
"I voti di Marianna sono buoni, non mi preoccupano, ma il fatto è che non mi sembra più innamorata dello studio come una volta".
Ha assolutamente ragione. Avevo notato la stessa cosa in sua figlia negli ultimi due o tre anni in cui sono stata la sua insegnante di scuola media di inglese e latino, e in realtà ho una risposta,
proprio sulla punta della lingua, riguardo a cosa è andato storto. Eppure sono combattuta tra la mia responsabilità di aiutare Marianna e la consapevolezza che quello che ho da dire è una verità che non so quanto questa madre sia pronta ad ascoltare.

sabato 3 settembre 2016

La foto sbiadita.



Francesca Paci - La Stampa
È passato esattamente un anno da quando il corpo del piccolo Alan Kurdi depositato dalle onde sulle sponde dell’isola di Bodrum svelò quello che il mondo avrebbe dovuto sapere già da almeno tre anni, che cioè da quando i fondamentalisti islamici si erano appropriati della inizialmente pacifica ribellione contro Assad a scappare dalla Siria non erano più solo i poveracci ma la classe media, famiglie dotate di iPad e bambini con lo zainetto uguale a quello dei coetanei sulle spiagge di Lesbo, un popolo in fuga con cui immedesimarsi facilmente.  .... CLICCA QUI


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venerdì 19 agosto 2016

Il bambino di Aleppo. La foto simbolo.

Questa immagine video registrata e fotografata ieri ad Aleppo da alcuni reporters, è destinata oggi ad essere virale e diventerà certamente un simbolo. 

Ma, resta una domanda per me terribile che mi interpella e che forse dà la misura e il livello di tante cose. 


E allora questa maledetta foto è simbolo di cosa?