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lunedì 6 maggio 2019

Assegnato per una cifra superiore a € 500 il dipinto "bufala" di Modì scoperto recentemente a Sulbiate.

Il celebre falso Modigliani che tempo fa fece parlare tanto di se' è stato battuto per la bellezza di più di 500 eurini. L'acquirente misterioso benefattore ha chiesto di rimanere segreto. Precisiamo che il ricavato tolte le spese sarà integralmente devoluto in beneficenza.
La redazione ringrazia per la cortesia, la generosità,  e la disponibilità a mettersi in gioco il pittore residente a Sulbiate, Paolo Chiappetto Fertonani. Senza di lui questo "gioco", che poi ha prodotto anche del bene, non sarebbe stato possibile. Grazie Paolo.

Per terminare la storia - qui la precedente puntata - :

Modidigliani, il grande Modi, pazzo e geniale livornese, ritornò a Parigi e consumò la sua vita succhiandone il midollo fino alla fine,  fino alle estreme conseguenze. Morì povero e disperato, ma la sua scia, la traccia luminosa che ha lasciato passando brevemente in questo pianeta cattivo brilla sfavillante anche oggi. Tutto il mondo si ricorda e parla ammirato ancora di Lui.

mercoledì 19 ottobre 2016

Il Guerriero della luce - 3 - P. Coelho.


Dice il maestro al guerriero, quando lo vede triste:" Tu non sei quello che sembri nei momenti di tristezza. Sei molto di più."

"Mentre tanti sono partiti per motivi che non comprenderemo mai, tu sei ancora qui. Perché mai Dio si è portato via uomini così incredibili e ha lasciato te?
"In questo momento, milioni di uomini hanno rinunciato. Non si infastidiscono, non piangono, non fanno più niente. Si limitano ad aspettare che il tempo passi. Hanno perduto la capacità di reagire.
"Tu però sei triste. E ciò dimostra che la tua anima è viva".

Manuale del guerriero della luce - P. Coelho - ed, Bompiani pag. 142

mercoledì 17 agosto 2016

Il Guerriero della luce - 2 - P. Coelho.


"Un guerriero della luce conosce le cose che hanno valore. 
Egli decide le proprie azioni basandosi sull'ispirazione e la fede. Tuttavia gli capita di incontrare uomini che lo incitano a intervenire in lotte che non gli appartengono, su campi di battaglia che non conosce, o che non gli interessano. Questi vogliono coinvolgere il guerriero della luce, in sfide che sono importanti solo per loro. 
Molte volte sono persone vicine, che amano il guerriero e confidano nella sua forza, ma vivono in preda all'ansia, e quindi vogliono in qualche modo il suo aiuto.
In quei momenti egli sorride, dimostrando il suo amore, ma non accetta la provocazione. 
Un guerriero della luce sceglie sempre il proprio campo di battaglia".

Manuale del guerriero della luce - P. Coelho - ed, Bompiani pag. 120


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venerdì 12 agosto 2016

Il Guerriero della Luce - 1 - P. Coelho,



"Il guerriero della luce conosce il valore della perseveranza e del coraggio. 
Molte volte, durante il combattimento, egli riceve dei colpi che non si aspettava. E capisce che, nel corso della guerra, il nemico vincerà qualche battaglia. Quando ciò accade, piange le proprie pene e riposa per recuperare le forze. Ma ritorna immediatamente a lottare per i suoi sogni.
Perchè, quanto più tempo se ne terrà lontano, tanto maggiori saranno le probabilità, di sentirsi debole, spaventato, timoroso.Quando un cavaliere cade da cavallo e non risale in groppa nel volgere di un minuto, non avrà mai più il coraggio di montare".

Manuale del guerriero della luce - P. Coelho - ed, Bompiani pag. 119

mercoledì 10 agosto 2016

Italiani: lo spirito olimpico, non va in fiere.

Competizione e orgoglio italiano.

Questo racconto di vita è stato rubato da un amico di FB Marco Biffi (il filosofo).
E' bello: merita di essere letto. 
emmesse


Palestra del campeggio. Ci sono solo un tapis roulant e una cyclette, uno di fianco all'altra.
Salgo sul tapis e metto 10% di pendenza e 5,5 di velocità. È una camminata veloce su una discreta salita. L'intenzione è quella di fare una mezz'oretta e via. Una cosa veloce.
Passa un minuto e sulla cyclette, di fianco, sale un giapponese (cinese? No, secondo me giapponese), più o meno la mia età, forse qualcosa in più. Mette livello 10, e comincia a pedalare soffrendo. 
Ora, quelli non avvezzi alle cyclette non sanno che a livello 10 i pedali sono belli duri, ma duri duri, si fa una fatica bestiale. 


Guardo il giappo ammirato pensando che non durerà molto. 


Passa un quarto d'ora. Il giappo è ancora lì, la faccia è sofferente, molto, suda tantissimo, pure io ci sto dando dentro ma lui di più.
Improvvisamente mi scoppia l'agonismo: metto 12% di pendenza e 6 di velocità. Una corsetta su un salitone. E lo guardo. 


Il giappo, però, non molla. Arriviamo a 25 minuti. Mi suona il telefono,Selene Galazzi, no, non posso rispondere, il clima é olimpico, non posso avere distrazioni. Arriviamo a 30 e schiantiamolo. 


Ma a 30 lui non si ferma. Suda copiosamente, la faccia è una maschera di dolore, ma non si ferma, con quei pedali durissimi lui continua a pedalare.
E allora anche io.


12,5 % e vai, non mollo bastardo, sono qui.
I minuti passano, lui sembra poter mollare da un momento all'altro, io resisto, stiamo per arrivare a 45 minuti, eccoli, si ferma non può andare avanti così, sotto di lui una vera e propria pozza di sudore. 


45 minuti. Non si ferma. Minchia arriva a un'ora.
E allora non mi fermo neanche io sai, cazzo ti credi? Abbiamo combattuto sul Carso, noi, testa alta. Le gambe non mi reggono più, ma vado avanti e lui anche, non muore, soffre ma non muore.


55 minuti, risuona il telefono, la moglie.
Stavolta rispondo, lo faccio come gesto di superiorità, deve capire che sono fresco come una rosa, che gli toccherà mollare. Rispondo e vorrei dire "Sto facendo una cosa ti chiamo dopo". Mi esce un "St...hhhh...un cashhhh....ti hhianm dop". Sono distrutto non ho più fiato. 


59:59...1.00.
Si ferma. 


E io continuo, lo voglio umiliare. Lui scende, distrutto e io continuo 2/3 minuti. Ho vinto Cristo, gliel'ho fatta vedere. Viva l'Italia!


Lui pulisce la bici, io scendo e pulisco il tapis. Andiamo dal frigo, gli faccio un gesto con una bottiglia d'acqua in mano. Lui mi dice "Thank you" e io gliela lancio.
Lo sport è anche questo, il vincitore e il perdente che bevono insieme in silenzio.
Lui mi guarda e mi sorride. Good bye. Se ne va.


Ho vinto, resta solo un piccolo, piccolissimo dubbio, di poco conto.


Non mi aveva mai guardato prima, io gli contavo i secondi, lo tenevo sotto. 


Lui non mi ha mai considerato.
Non ha mai saputo di essere in gara.



Pubblicato FB il 09/08/2016

giovedì 17 marzo 2016

Dove osa e vola Pantani.

E così dopo 17 anni, un procuratore della Repubblica, Sergio Sottani, pur chiedendo l'archiviazione del caso, ha spiegato che il complotto per far perdere il Giro d'Italia a Pantani, mancano le prove, ma è credibile. 

Marco è stato tradito! 

Pantani aveva ragione!

Fu un complotto... il sangue, la camorra, il denaro!





Quel prelievo di sangue all'alba del 5 giugno del 1999, per il campione Marco Pantani segnò la fine della sua luminosa carriera, del mito del Pirata, ma ancora di più la fine di un uomo.

Il venerdi' sera l'ematocrito di Marco era 48, 52 sabato mattina ( il limite era 50), di nuovo 48 sabato pomeriggio.

Racconta al Giorno l'amico Andrea Agostini suo compagno di scuola, fedele amico di tutta la vita e manager della Mercatone Uno:- Marco prese a pugni una finestra e si tagliò. Continuava a ripetere è un complotto, è un complotto...! E, poi aggiunse:stavolta non mi rialzo più-.

E purtroppo, così, proprio fu.

Un clan camorristico intervenne per alterare il test del Campione e farlo risultare fuori norma!

La camorra, spezzò le ali all'airone più bello del ciclismo italiano, all'aquila imperiale più forte,  allora incontrastata padrona degli altissimi cieli del Mortirolo o del Galabier, etc. etc...

e, distrusse le ali anche a tutti noi: all'orgoglio di essere italiani, al duro lavoro, alla tenacia, alla speranza che si riscatta e che vince tutto e tutti, a tutto ciò che per noi era il Pirata Marco Pantani.

La camorra, la schifosa e infame camorra, solo per vincere il denaro delle scommesse, se a Marco Pantani, al nostro Pirata, imbattibile in tutte le più alte cime, il Re dei Re delle più alte vette, ma vulnerabile nel mondo dei comuni mortali, depredò la vita, a tutti noi rubò la favola, il mito, il sogno.

La storia della sport italiano deve essere riscritta!
Dobbiamo cancellare al più presto questa infamante macchia!

Restituiamo, presto e subito, onore e gloria al quel piccolo fragile uomo tra le miserie di questa terra, ma imbattibile gigante per quelle impraticabili e impossibili strade che salgono in cielo; rendiamo grandezza e stima e pace, a quell'aquila imperiale la più bella la più forte di tutte, che quando volava saliva così in alto dove nessun'altra poteva arrivare e stare inseme a lui, ...dove...in qualche modo portava anche tutti noi.

Restituiamo, presto e subito, onore e gloria, al Grande Marco Pantani, alla verità, alla sua e alla nostra storia!

Clicca qui per post dal sito Gazzetta dello sport

Petizione "Non fermate le indagini",








giovedì 25 febbraio 2016

Il Pokerino di domenica 21/02/2016

A volte nel poker un pollo non basta.


Non so quanto durerà ma per ora il rito del pokerino riservato a pochi fedeli e fidati amici da celebrarsi in KataTana più o meno con cadenza mensile sta funzionando e anche molto bene! L'ultimo l'abbiamo celebrato domenica in sessione pomeridiana proprio qui a casa nostra.

Breve riassunto e i risultati.


"Puglia iniziale" 5 eurini a testa.

Convocati:
Giuseppe Bonetto - detto il Temerario
Alberto Rovelli - detto Pippo Barone Rosso
Andrea del Moretto - detto il Dottore
Marcello Dolce - detto il Commercialista
Graziani Sergio - detto il Professionista
Marco Galbusera - detto il Re dei Re (...dell'antico regno di Moriano)
Maurizio Sarchielli - detto il Sagrestano
Luca Peducci - detto PonteSanMichele

Tutti presenti escluso PonteSanMichele per imprevisto impegno familiare.

Risultati: 

martedì 16 febbraio 2016

Foto inizio anni '80. ,,, in concerto.

L'unica immagine che ho degli anni in cui pensavo di poter aiutare a migliore il mio/nostro mondo scrivendo e suonando canzoni. Forse non ci crederete, ma è la verità: questa foto in cui al mio fianco suonava e cantava Alberto Rovelli (Carissimo Fabio Rovelli) lo scattò Massimo Spinolo . Eravamo al teatro dell'oratorio di Osnago, una domenica pomeriggio di un lontano inverno fa. 
Ora a parte gli occhiali rotondi, i riccioli ribelli, e un po' di chili in meno...sì quello sono io,...sono ancora io.

Gaetano Sorce, o meglio Jimmy, Jimmy Sambuca

Gaetano Sorce, o meglio Jimmy, Jimmy Sambuca: abitavamo insieme ad Alessandro Bertazzoni nello stesso palazzo di Vimercate in via Luigi Ponti, 10. Loro abitavano al 10A, io al 10B. Se con Alessandro ho diviso un pezzo di vita con Jimmy Sambuca no. Certo, ci salutavamo, e quando ci
incontriamo ci salutiamo con piacere reciproco ancora oggi. Ma oltre a questo non sono mai stato capace di andare. Troppo più giovane di me e musicalmente troppo distanti ( io mi ispiravo ai cantautori storici italiani, lui, invece a Elvis Presley) e poi, siamo onesti, io ero troppo scarso per suonare la chitarra con lui e lui troppo più bravo di me per perdere tempo con uno come me. Recentemente mi ha regalato un LIKE ad uno dei video musicali che sto pubblicando in FB in questi giorni. Che lo facciamo Andrea Cornini e Alessandro Bertazzoni mi sembra abbastanza normale, ma, un Like di Jimmy è ovviamente molto più prezioso e pesante. Sono veramente lusingato. Non ho

giovedì 11 febbraio 2016

Alicasterix e Manubelix

A me le donne dai capelli rossi e dalle morbide curve sono sempre piaciute.... a prescindere... infatti con questa affascinante e forte donna dai capelli rossi e dalle lunghe trecce di nome MANUBELIX ebbi prole: quel piccolo ALICASTERXI seduto ai sui piedi. Ecco una foto di qualche anno fa durante una festa dell'antico villaggio Sulbiatix chiamata Carnevale: CHE SODDISFAZIONI!!!


martedì 9 febbraio 2016

Sognare le paraboliche.

Questo video ( https://www.facebook.com/www.F1Central/videos/900878250031009/ ) ha reso visibile il mio sogno di bambino degli anni '69-'70. Non c'è dubbio. Quello al volante che supera tutti, anche in parabolica, è evidente: sono io!
Tutto iniziò con un regalo (forse il più bel regalo di Natale o di compleanno non ricordo) che abbia mai resistenze, la corrente di casa, la pazienza delle mamme che a un certo punto, ricordo sempre troppo presto, dicevano che dovevamo smettere di giocare e fare i compiti.
Una di queste era rossa (la più ambita, perchè ci sembrava essere la più veloce), l'altra grigia (la più stabile e la più affidabile: anche a grande velocità difficilmente usciva di strada).

martedì 2 febbraio 2016

La Bella gioventù di Vimercate del 1945

Per non dimenticare la "Bella Gioventù" di Vimercate del 1945.
Il 2 febbraio 1945 presso il campo di aviazione di Arcore, furono condannati a morte i giovani partigiani vimercatesi, non c'era più insieme a loro Acciao, il comandante Iginio Rota, morto nel primo attacco del 29 dicembre 1944 :
Pierino Colombo,
Emilio Cereda,
Renato Pellegatta,
Aldo Motta,
Luigi Ronchi;
condannato a morte in contumacia il partigiano Carlo Levati;
- a 30 anni di carcere (data la minore età) dei partigiani Enrico Assi, Angelo Nava, Felice Carzaniga, Carlo Verderio.