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domenica 13 luglio 2025

Dovessimo suonare per IL GABBIANO - Foto segrete - Diario

 


Dopo aver cantato e suonato  le nostre vecchie e nuove canzoni con Alberto da Basilio, a Vimercate per completare l'opera, non ci resta che il Terrazzo della Libreria il Gabbiano.  Chissà se ci riusciremo mai. Oggi per caso mettendo in ordine la vecchia libreria ho trovato un vecchio ciclostile pubblicato dalla Cooperativa il Gabbiano ANNO III N. 1 GIUGNO 1983. Un articolo dal titolo "Tanto per cantare" parlavo proprio di noi. Un domani dovesse capitare di esibirci in questa libreria con le nostre storie, musica e parole il testo di questo articolo firmato Massimo (Max Spinolo) sarà certamente l'inizio dello spettacolo: 


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domenica 22 giugno 2025

Il mio babbo Renato che compie 90 anni con in braccio il pronipote Filippo.

22 - giu - 2025, Olimpia, Renato e Filippo.


Un traguardo importante. Oggi, Renato Sarchielli, il mio babbo, compie 90 anni. In questa foto, che resterà a futura memoria della storia della nostra famiglia, posa con in braccio il piccolo pronipote Filippo e con accanto la moglie Olimpia.  A volte tutto è come deve essere: semplice e meraviglioso. 

emmesse, 22 giu 2025

lunedì 16 giugno 2025

Le "intermittenze" di un vecchio motore a due tempi - Quando una vespa parte - Gioco, riflessione.



Il suono del motore a due tempi è uno dei rumori che mi riporta indietro nel tempo; genera emozioni, provoca ricordi, se poi è quello di Madame Bovary (la mia vespa PX125) quando lo ascolto con attenzione, suscita un trasporto così intenso, che mi gratifica e consola e rimanda a storie e avventure di cui immaginavo, anzi temevo di aver perso memoria. 

A volte quando stiamo viaggiando, io seduto sulla sella non sto solo dirigendomi verso una destinazione, ma anche, con il pensiero e la memoria, ritorno e rivivo con piacere e soddisfazione situazioni e fatti di alcuni anni fa. 

L'accensione di una vecchia vespa è sempre il momento critico, particolare e magico. 

Madame Bovary potrebbe non essere pronta, essere offesa, arrabbiata o più semplicemente non avere voglia, allora, beh, allora é inutile insistere; meglio lasciar perdere, attendere o meglio ancora rinunciare e riprovare il giorno dopo. 

L'avviamento di una vecchia vespa, in particolare quello dopo il riposo notturno, il primo della giornata, è una sorta di rito, di liturgia, da eseguire con attenzione (devozione?). Richiede rispetto e partecipazione. Altrimenti il rischio di non partire e quindi di far partire male la mattinata è altissimo e il più delle volte meritatamente inevitabile.  

Prima di spingere la pedivella, il pedale dell'avviamento, quando ancora Bovary è ben posizionata sul suo cavalletto, mi avvicino senza fretta e attendo un attimo in silenzio. 

Poi prima di girare la chiave che permetterà alla candela di scoccare la scintilla spingo il pedale per due o tre volte a seconda dell'umore. A questo punto controllo che il rubinetto della miscela sia nella giusta posizione, infine tiro, apro il pomello dell'aria e di seguito ecco cosa potrebbe accadere:

Il primo colpo è miracolo, stupore, meraviglia impossibile; di prima mattina Madame Bovary non parte mai al primo colpo. 

Il secondo colpo è riconoscenza, fedeltà, felicità; normalmente è quello che accade tutti i giorni. So già che andremo d'amore e d'accordo e non avremo problemi fino a sera.

Il terzo colpo è preoccupazione e sollevazione. Quando non parte si inizia temere il peggio, se invece parte sei contento per lo scampato problema.

Il quarto é paura e il più delle volte conferma che non c'è niente da fare.

Il quinto è rabbia e disperazione. Ti senti tradito. Non capisci perché. Ti arrabbi, maledici il mondo intero e l'universo. 

Rassegnato non puoi far altro che ritrovare calma, tranquillità, lucidità. Perché sai già che niente è perduto. Un motore a due tempi, sempreché non sia gravemente ammalato, parte sempre. E Madame Bovary, fatta eccezione di qualche perdonabile capriccio femminile, non mi ha mai lasciato a piedi. 

Devi semplicemente smontare il carter di protezione motore, svitare la candela, asciugarla e pulirla come si deve, o meglio ancora sostituirla con una di scorta già pronta nel bauletto custodita per l'emergenza.

Poi si ripete la procedura. 

Il primo colpo a questo punto è quello della speranza. 

Il secondo è quello della certezza: la vespa nel 99,9% dei casi parte e la musica del motore a due tempi ritorna a cantare. Dopo un paio di sgasate di circostanza anche al minimo il motore non si spenge e con il tipico ritmo incalzante e intermittente, ritorna a sorridere.

A questo punto non mi resta che indossare il casco, dimenticare l'inconveniente, innestare la marcia e partire e lasciarmi andare e viaggiare, e ascoltare quel suono discontinuo ma fedele e costante che spesso si accorda sorprendentemente alle intermittenze del mio cuore. Olè

Maurizio Sarchielli & Madame Bovary

16 giungo 2025



sabato 9 novembre 2024

Prima che fugga - Franco Signoracci - Diario - Foto segrete.

Franco Signoracci
8 nov '24 - Libreria il Gabbiano, Vimercate

Prima che fugga

Prima che fugga il tempo che ci assonna

- il tempo delle verità -

sarebbe bello avere,

un perché da offrire


sarebbe bello offrire

almeno il fiore giallo del tarassaco,

che é spuntato, 

incongruo e sparuto,

tra le crepe d'asfalto disseccato.

Franco Signoracci - Poesia tratta da "PIANO TERRA - poesie 2017-2022"

Alcune foto di Sergio Orsi. Presentazione della nuova collezione di poesie "LETTERE DAL FRONTE" di Franco Signoracci - Libreria il Gabbiano - Vimercate, 8 nov 2024.


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Qui il video di tutto l'incontro ( Non si sentono le canzoni, ma non importa)



mercoledì 9 ottobre 2024

"Lettere dal fronte" - La nuova raccolta poetica di Franco Signoracci


Ieri sera a casa con Emanuela, Alberto e Franco come reduci serenamente ritrovati tra poesia e musica e un buon sincero bicchiere di vino. 

Lettere dal fronte - clicca qui

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martedì 1 ottobre 2024

Foto segrete - Io discreto atleta.

Oggi non si direbbe, ma, in tempi non troppo lontani sono stato anche un discreto atleta. Non sono bugie. La mamma ha custodito le prove. Fa piacere rivedere certe foto dimenticate. 

Il problema non è la nostalgia o il tempo che ineluttabile passa; è che se penso a me stesso senza rifletterci troppo io mi immagino e mi vedo ancora così. Forse perché se l'aspetto e il fisico sono mutati, invecchiati, a causa dell'età, la testa quella no. 

Meno brillante di allora, ma, ama, spera e desidera, a me pare, con la stessa volontà e determinazione. 

emmesse, 1 ott 2024





mercoledì 14 agosto 2024

Io e Madame Bovary - ... 5 continua - Il Paradiso all'improvviso.

 




Ci sono luoghi che per essere stati vissuti e abitati da persone particolari sono molto di più di quello paiono essere in apparenza. Come se il passaggio di queste anime particolari, superiori, abbia lasciato una traccia, un segno, una scia luminosa, una magia. 

Di più non si può dire, perché non lo sai spiegare; lo senti e basta. 

Uno di questi luoghi, a noi molto vicino è Sotto il Monte. Il Paese natale di Papa Roncalli: San Giovanni XXIII. In foto quanto ho scoperto ieri: il Santuario della Beata Vergine delle Caneve.

Non conoscevo l'esistenza di questo piccolo Santuario. Si trova poco distante dal centro del paese: circa un km. Si raggiunge percorrendo una piccola strada che si snoda leggermente in salita e che parte poco sopra il parcheggio della Chiesa di Santa Maria in Brusicco. 

La tradizione racconta che accompagnato dalla mamma spesso il piccolo Giovanni, recitando il Rosario, facesse visita a questa piccola Chiesa. La Storia ricorda invece che il 26 agosto 1958, pochi giorni prima di diventare Papa, il Patriarca Roncalli celebrò qui la Santa Messa con la sua gente in terra bergamasca. 

Non mi fossi fidato di M. Bovary, non lo avrei mai scoperto. 

Non ti puoi sbagliare: lo trovi quando finisce la strada asfaltata ed iniziano i sentieri.

Forse... la strada per il Paradiso. 

Io e M. Bovary non abbiamo osato proseguire: un giorno chissà.

emmesse, 14 ago 2024

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sabato 20 luglio 2024

19 luglio 1980 - Quella notte a S. Siro insieme a Bennato c'ero anch'io.


Avevo 16 anni. Come fossi riuscito ad avere il permesso dei genitori ancora oggi resta un mistero. Ma, il 19 di luglio 1980 a S. Siro a cantare e saltare insieme a Edoardo Bennato c'ero anch'io.  ...