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sabato 20 luglio 2024

19 luglio 1980 - Quella notte a S. Siro insieme a Bennato c'ero anch'io.


Avevo 16 anni. Come fossi riuscito ad avere il permesso dei genitori ancora oggi resta un mistero. Ma, il 19 di luglio 1980 a S. Siro a cantare e saltare insieme a Edoardo Bennato c'ero anch'io.  ... 

lunedì 4 febbraio 2019

Prova di coraggio - Incontro con il Billotauro.





Questa è una foto per me molto importante.
Quel cucciolo umano che sprezzante del pericolo affronta il mostruoso e sconosciuto BILLOTAURO (tacchino: nell'occasione da me incontrato per la prima volta! - "il billo" in cortonese significa "il tacchino"), e, con fare irridente lo prende per un'ala, posa ostentando sicurezza, ma, con il piedino sollevato da terra, scaltro è pronto alla fuga, per il suo babbo, compiaciuto fotografo, ebbene, .... quell'indifeso essere umano, SONO IO!

DA TENERE A MENTE!

Mao mi raccomando non dimenticare: se allora hai affrontato e vinto così brillantemente la paura del billotauro, oggi, che cosa potrà mai farti un uomo?

sabato 24 dicembre 2016

Lo zio Rodolfo - Foto Cortona 1956 circa.

Dimenticare come zappare la terra e curare il terreno significa dimenticare se stessi.
(Mahatma Gandhi)

Lo Zio Rodolfo Sarchielli - Cortona loc. Sodo 1956 circa -
particolare tratto da una delle foto di Duilio, il cugino americano.

domenica 20 dicembre 2015

Lorenzo e il centauro


Altra mitica foto della nostra famiglia.
Il mio fratellino Lorenzo Sarchielli alle prese con un centauro.Il fotografo è sempre il mio babbo. Si vede che ci piaceva fotografare i pargoletti durante le loro prove di iniziazione, di virilità. Dopo quella del primogenito (Io e il billotauro) ecco, anni dopo, quella che ha per protagonista mio fratello.
Lorenzo.

Io ero incerto, serioso e preoccupato, prendevo sì l'ala del billotauro, ma, con le punta delle dita e con un piedino sollevato da terra pronto alla fuga.
Lorenzo no, lui, il centauro lo prende per le corna, i piedi li ha piantati entrambi per terra, non ha paura. Anzi, un po' incosciente, un po' spavaldo, apertamente sprezzante il pericolo, con fare guascone, guarda fisso l'obbiettivo della macchina fotografica.
E sorride...sì sorride.
Quanto è bello il mio fratellino.
Lorenzo è sempre stato più bello di me.
Come un vero, autentico Toscano, lui i problemi li affrontava e li prendeva sempre per le corna.
Lorenzo è stato sempre migliore di me.
So che ci sei!
Ma C...O quanto mi manchi!