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mercoledì 5 febbraio 2025

Vagavespando - Aria pulita . Testo e accordi.


"Vagavespando" è il testo di una canzone leggero, allegro e disimpegnato, forse anche un po' malinconico per chi come me ha sempre meno occasioni di andare senza una meta precisa e perdersi in compagnia di una vespa o una moto. 



Vagavespando - Aria pulita. (...)

mercoledì 31 luglio 2024

Il fantasma del Castello di Sulbiate - Raccontato in una canzone.

 





Canzoni di notte - Mele a metà - M. Sarchielli

 


Ogni tanto si cede alla tentazione del blues. Il testo di seguito racconta per gioco le difficoltà che spesso si manifestano a comunicare tra un uomo e una donna, che nonostante tutto restano uniti perché misteriosamente legati dall'amore che quando vogliono, lo riconoscono, lo sanno ancora suonare, cantare e sognare insieme.

Testo e accordi:

venerdì 1 settembre 2023

Voglio vivere in vacanza - Testo canzone - Video ispiratore.

 


Così per gioco, dedicata a tutti coloro cha hanno la fortuna di aver terminato il meritato periodo di ferie e possono così iniziare a sognare e desiderare la prossima vacanza: 

domenica 30 luglio 2023

31 luglio 1550 - Il fantasma di Sulbiate.



31 LUGLIO 1550 - Il fantasma di Sulbiate 

By Ichichè Cantastorie M.B. 1982

 

 

31 luglio 1550, 

di lacrime e sangue, la terra si bagna

Al castello di Sulbiate

un fatto criminale, ma non si può dire.

 

Qualcuno ha tirato un colpo di spada,

al giovane cocchiere d’amore colpevole.

Fuggiva ancor vivo lungo la strada,

in mano stringeva il suo pugnale.

L’amore proibito, l’amore rubato,

l’amore tradito, l’amore infinito.

Sotto una vite poi s’era accasciato

al cielo gridava il nome dell’impunito.

 

 

Camilla piange dalla finestra,

guardata a vista dalla fantesca.

Oh quanti sospiri; oh desideri...

furtivi incontri, dolci pensieri.

 

Afflitta e triste per questa storia,

non c’è più niente che la consola,

ma l’incanto di un bacio è sua memoria, 

per questo ricordo non sarà mai sola.

L’amore improvviso, l’amore sorprende,

l’amore che piange, l’amore confonde,

Ma, non si deve sapere né si può raccontare,

a quella finestra hanno chiuso le tende.

 

S’inchina la spiga al vento dell’agonia,

un colpo di falce la porterà via.

Quell’anima esala, ma come sospesa,

resta nell’aria, manca qualcosa.

 

 

L’estate sorride per grande letizia,

morire vittima e senza giustizia.

La battitura e sarà grande festa,

fugge la vita, lo spirito resta.

Per l’amore passione, per l’amore potente,

per l’amore che vince e per quello che perde.

Non si può raccontare, né si deve sapere.

Ma quell’anima in pena sarà sempre presente.

 

 

E a volte di notte, specie d’estate

notti di vento, misterioso lamento,

dal Castello si dice una voce,

urlare improvvisa, un nome un tormento.

 

E dalla finestra una donna che guarda,

che tira le tende che fila la seta.

Ma, si deve tacere perché è storia segreta,

fai finta di niente, ne va della vita,

di un anima in pena perché inconsolata,

dell’amore rubato, finito in disgrazia,

dell’amore proibito, in cerca di grazia 

dell’autentico amore, che attende giustizia.

 

venerdì 30 giugno 2023

Voglio una donna - Testo canzone



Voglio una donna, di carne non di gomma, di lunghe gambe e corta minigonna. 
Che sa tacere, che sa parlare, che si concede e non si fa pregare. 

No spigolosa, ma sinuosa e tonda, morbida e pronta, serena e attenta. 
Un grande seno, morbido cuscino, per respirare avvolto, dal suo profumo. 

Donna ti voglio. Donna dove sei? 
A questo sogno non rinuncerò mai. 
Ti cerco e non ti trovo, anche se indegno,
ti inseguo e poi ti prendo, ma è solo un sogno.
 
Una mania, che non sa andare via. Una passione, più di un’ ossessione! 
E mi sveglio sudato su questo divano, sedotto e abbandonato. 
Senza più volontà consumato, dal desiderio stremato (spremuto)  

Ma è la donna che fugge o che si fa prendere,  quando vuole crea se decide distrugge, 
puoi soltanto attendere perché è lei che sceglie, un vento o un’alta marea, la fine della tua odissea. 
 
Non ci puoi fare niente, può farsi prendere, vincere o perdere, correre o attendere. 
Basta uno sguardo solo, di luce seducente a illuminare il buio, il cuore e la tua mente. 

Donna ti voglio. Donna dove sei? 
A questo sogno non rinuncerò mai. 
Ti cerco e non ti trovo, anche se indegno,
ti inseguo e poi ti prendo, ma è solo un sogno.
 
Una mania, che non sa andare via. Una passione, più di un’ ossessione! 
E mi sveglio sudato su questo divano, sedotto e abbandonato. 
Senza più volontà consumato, dal desiderio stremato (spremuto)  


venerdì 5 maggio 2023

Vimercate ha sette porte.

VIMERCATE HA SETTE PORTE. 

 

 

SOL                RE.         LA-7         DO

Vimercate ha sette porte per partire per tornare.       

seminare il bene e proteggersi dal male.

martedì 25 aprile 2023

Di luce di sole - Al Partigiano Giovanni Bersan - By Ichiché Cantastorie M.B. 1982

Oggi è il 25 aprile giorno di festa  per tutti gli italiani perché è il giorno della Liberazione dalla dittatura nazifascista. Oggi è giorno di memoria per la Libertà che gli italiani pagarono a caro prezzo con il sacrificio di tante vite umane di tanti giovani. Uno di questi fu certamente il diciottenne Giovanni Bersan arrestato perché distribuiva volantini e impiccato per rappresaglia dagli aguzzini ad un traliccio di una strada di campagna tra Aicurzio e Sulbiate. Prima di essere seppellito Giovanni fu lasciato appeso a quel traliccio per un giorno intero. 

Questa è la canzone che gli Ichiché Cantastorie M.B. 1982 hanno scritto per lui.



Dopo "L'era l'alba" e "Don Mario - Il prete di Brentana" con questo nuovo racconto termina la trilogia che gli Ichiché C.M.B. 1982 hanno dedicato alla storia della Resistenza e della guerra partigiana di liberazione del nostro territorio.

W IL 25 APRILE - W LA LIBERTA'

emmesse, 25 apr 2023

domenica 16 aprile 2023

I.M.I - Internato Militare Italiano - Testo - Ichiché cantastorie.

Venerdì 21 aprile alle ore 21:00 a Sulbiate, presso l' auditorium delle scuole, parteciperemo come ospiti musicali alla presentazione del libro di Daniela Mattavelli e Maurizio Leoni "La storia di due internati militari sulbiatesi - Ermanno Leoni e Federico Tresoldi." 

Per l'occasione suoneremo in pubblico per la prima volta l'inedito "I.M.I. - Internato militare italiano."

emmesse, 16 apr '23

Di seguito il testo: 

Foto tratta dal Gruppo FaceBook - Figli e/o parenti di ex internati IMI


Al campo lavoro cade ancora la neve

Un freddo da cane, fa male la fame, 

ci fanno finire un pezzo alla volta,

ci spremono insistono, a loro che importa?

lunedì 28 novembre 2022

IL Gamba de Legn. By Ichiché – M. Sarchielli e artisti vari per correzione testo in dialetto brianzolo- vimercatese.

 In questo mio diario Blog ne avevo iniziato a parlare qui circa due anni fa. 


Grazie alla partecipazione e ai preziosi consigli ricevuti da diverse persone il testo è stato corretto e modificato per essere il più possibile aderente al dialetto locale. Non è stata un'operazione facile perché, come spesso accade in Italia quando si studia la il dialetto di un territorio,  ci sono modi di dire diversi anche a pochi chilometri di distanza. 

Detto questo credo ormai di essere giunto alla versione praticamente definitiva. 

Il brano che già era sembrato essere a noi Ichiché uno tra i più riusciti, oggi grazie a questo lavoro di correzione plurale, si arricchisce di un qualcosa in più che altre nostre canzoni non possono avere.

emmesse, 28 nov 2022


IL Gamba de Legn. By Ichiché – 

M. Sarchielli e artisti vari per correzione testo in dialetto brianzolo- vimercatese.

Il DO Gamba de Legn SOL che porta a Milan, 

i FA don e i omen a DO laurà

el fa FA semper la stessa, DO strada SOL sia per anà che LA- turnà 

el va FA adasi mal el par che’l DO vula, Il SOL Gamba de Legn.

 

DO A la mattina quand’SOL è la sua ura, 

tel FA vedet rivà dal DO sbuff ch’le fa

FA a Vimercà a la DO Staziun i SOL curren, el ciapen al LA- vol 2v

e FA lu se lassa DO ciapà, Il SOL  Gamba de Legn.

 

Il FA Gamba de Legn l’è DO  pussè de un Tramvai,

e SOL  pien come un ouv, el se LA- ferma mai,

l’è la FA storia che passa, una DO fera infinita

l’è la SOL speranza, l’èl pan, l’è la LA- vita.

Con ul FA cald, con ul freg dalla DO periferia

l’è SOL Milan a portata di LA- man

con ul FA cald, con ul frech,

lu l’è DO semper istess, SOL il Gamba de Legn.     

 

RE Teresina uperaia che LA ta ghe sedes an, 

e SOL che ta ciapa il Sghic a RE Vimercà

SOL anche se l’era RE fusc, LA parevet SI- luminosa, 

SOL lu el te vuria RE palrà, ta LA se na bella SI- tusa,

SOL lasate almen RE vardà, sul LA Gamba de Legn.

 

Da RE Vimercà a LA Milan al ghe SOL vour pusse d’un RE ura,

il SOL temp de ‘na RE preghiera, LA  il temp de ‘na SI- durmida,

il SOL temp de ripen RE sà ai LA fastidi e ai sacri SI- fis,

il SOL temp de cacià do RE bal, cunt i LA solit quater amis

 

Il SOL Gamba de Legn l’è RE pussè de un Tramvai,

e LA pien come un ouv, el se SI- ferma mai,

l’è la SOL storia che passa, una RE fera infinita

l’è la LA speranza, l’èl pan, l’è la SI- vita.

Con ul SOL cald, con ul freg dalla RE periferia

l’è LA Milan a portata di SI- man

con ul SOL cald, con ul frech,

lu l’è RE semper istess, LA il Gamba de Legn.


Al dì din RE co, è sulament un LA ricord, SOL luntan RE desmentecà,

SOL poch l’han cunus RE sù, LA men quei che l’han SI- ciapà, 2v

SOL ma lu s’è mia RE perdù, il LA Gamba de Legn.

 

M’han RE dì che l’han vist in LA ciel, anà 

Cun SOL fus tra i sbuff dei RE nivul viagià 

SOL insema a tuch so RE amis, per LA l’ultima SI- station,

SOL semper puntual, RE precis: LA dervì i port del SI- Paradis.

SOL Dervì i port del RE Paradis, al LA Gamba del Legn.

 

Il SOL Gamba de Legn l’è RE pussè de un Tramvai,

e LA pien come un ouv, el se SI- ferma mai,

l’è la SOL storia che passa, una RE fera infinita

l’è la LA speranza, l’èl pan, l’è la SI- vita.

Con ul SOL cald, con ul freg dalla RE periferia

l’è LA Milan a portata di SI- man

con ul SOL cald, con ul frech,

lu l’è RE semper istess, LA il Gamba de Legn

 

RE Il Gamba de Legn che’l LA purtava a Milan

i SOL don e i omen a RE laurà

SOL Semper la stessa RE strada, La sia per anà che SI- turnà

Sol semper la stesa RE storia: el LA va adasi, ma ades el SI- vola! 2VLT

 

SOL Sempre puntual RE semper precis….LA Il Gamba de Legn. RE.

martedì 15 novembre 2022

Il sacrista - Vitori Pisan - testo e accordi.

Per mia comodità in attesa delle correzioni e integrazioni del caso, in autentico idioma brianzolo/vimercatese, pubblico il testo integrale della canzone degli ichiché M.B. 1982 - Il Scacrista - Vitori Pisan.

QUI IL VIDEO MUSICALE




domenica 2 ottobre 2022

Giornata - testo e accordi - M. Sarchielli 1979

Trovata tra vecchie carte che Alberto aveva conservato gelosamente. Cercavo altro ma ho trovato questa: Giornata. La musica è semplice il testo ingenuo, ma autentico. E' proprio per quel che ricordo la mia giornata di quando avevo 15/16 anni. C'è dentro ben dosato proprio tutto, gioia, rabbia, illusioni, speranze. L'ho subito riscritta e inserita nel canzoniere. Non so se sarà mai cantata da Ichiché M.B. 1982, ma so che se dovessi andare in strada a suonare e cantare con Alberto, certamente non mancherà.

Ecco le pagine: 




 


mercoledì 29 giugno 2022

Carissima figlia.





Carissima figlia questa notte ti scrivo,
e sarà il mio testamento.
Perché avverto e sento
il momento è giunto.
Non me ne resta molto.
Ti lascio questo foglio bianco
che devi completare,
io sono vecchio e stanco
poi non lo so fare,
ma tu ci puoi riuscire.
DO RE
E allora prendi per mano questo mondo malato
DO SOL
che io non ho curato,
MI- SOL
che ho trascurato, non ho custodito
DO RE
ma usato e consumato.
Prendi tutti i mei ricordi
E fanne il tuo tesoro
Tante le omissioni, e preziosi errori
Tu impara dal loro.
Carissima figlia questo può sembrare
un chiedere perdono,
un giustificare, un’ammissione di colpa
È proprio quello che provo.
Confido nel perdono di chi mi può capire
ma non sono cattivo
sono un uomo buono faccio la mia parte
come posso, e vivo
.
DO RE
E allora prendi per mano questo mondo malato
DO SOL
che io non ho curato, ….
Non mi sono accorto, mi sono distratto,
se corro il fiato è corto,
ma non sono solo, siamo numerosi,
che ormai si sono arresi - ( senza una guerra ma arresi)
Generazione felice di gente gaudente,
generazione senza storia,
che non ha vinto niente, non ci ha mai provato,
senza infamia o gloria.
DO RE
E allora prendi per mano questo mondo malato
DO SOL
che io non ho curato, ….