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mercoledì 14 giugno 2023

Oggi è la memoria liturgica del Beato Don Mario Ciceri.

Don Mario Ciceri fu ordinato prete il 14 giugno del 1924 nel Duomo di Milano dal Cardinale Eugenio Tosi. 



Quanto pubblicato su un post di FB oggi da ChiesadiMilano: 

BEATO MARIO CICERI, SACERDOTE
PRETE ORDINARIO MA STRAORDINARIO
Mario Ciceri nacque in una modesta cascina di Veduggio, in Brianza, l’8 settembre 1900. Era il quarto di sei fratelli, nati dal matrimonio di Luigi Ciceri e Colomba Vimercati.
Durante la prima guerra Mario è in Seminario, a Seveso. Ascolta da lì i drammi del conflitto. È un ragazzo semplice, popolare, «timido e regolare», come si legge nei giudizi del Seminario.
Il 14 giugno 1924 viene ordinato dal cardinale Eugenio Tosi e riceve la sua prima e unica destinazione. Viene inviato nella parrocchia di Brentana di Sulbiate per seguire i giovani e l’oratorio. La vita di quegli anni è quella di un prete semplice, disponibile, vicino alla gente. Nel suo tracciato biografico non ci sono opere, fondazioni di Istituti, scritti particolari. Si occupa degli aspetti essenziali del ministero di un prete di sempre: la cura della liturgia e la celebrazione dei sacramenti, la predicazione ordinaria, l’accompagnamento dei ragazzi e dei giovani, la formazione attraverso l’oratorio e l’Azione Cattolica, la cura dei malati, la visita ai carcerati, i poveri.
Quando scoppia la seconda guerra mondiale, don Mario cerca di essere vicino ai suoi giovani al fronte. Nasce così Voce amica. un bollettino con il quale intendeva tenere uniti e vicini i suoi ragazzi, dare e ricevere notizie da casa e dal fronte. Don Mario non ha paura di rischiare accogliendo soldati, renitenti alla leva militare in opposizione al regime, partigiani. Le cascine dei dintorni di Brentana, Aicurzio e Bernareggio ne raccoglievano diversi. Spesso si fa compagno di viaggio di questi, con la sua bicicletta, in Valchiavenna, per cercare un varco di salvezza in Svizzera.
La sera del 9 febbraio 1945 don Mario torna con la sua bicicletta da Verderio dopo una giornata di confessioni e viene investito da un carretto di passaggio. Muore il 4
aprile.
Don Mario Ciceri è stato proclamato beato il 30 aprile 2022 nel Duomo di Milano.

domenica 30 aprile 2023

Don Mario Ciceri - Un anno fa proclamato Beato - Il video speciale della Chiesa di Milano a lui dedicato.

Un anno fa  a Milano in Duomo  fu proclamato Beato insieme ad Armida Barelli Don Mario Ciceri.  Lo ricordo con piacere pubblicando lo speciale video della chiesa di Milano a lui dedicato in cui sono stati intervistati amici di Sulbiate - CLICCA QUI o sull'immagina sotto riportata - e con il testo della ballata "Il prete di Brentana" che ieri sera gli Ichichè Cantastorie


Music Band 1982 hanno riproposto a Veduggio con Colzano, suo paese natale, in occasione della presentazione di un nuovo libro a lui dedicato. 

Cantare questa canzone scritta ben 26 anni fa per uno spettacolo tenuto in oratorio a Sulbiate, proprio a casa di Don Mario, per noi Ichiché, è stato un grande piacere e motivo di profonda emozione. 

Parrocchia San Martino Vescovo di Veduggio con Colzano


Ringraziamo per l'accoglienza e tutte le attenzioni a noi riservate la Parrocchia di San Martino Vescovo di Veduggio con Colzano in particolare la Sig.ra Rosa e i due giovani tecnici del suono e non solo Fabio e Luca.



Reg. Il prete di Brentana
Sulbiate - Cascina Valfredda sett 2022


Il prete di Brentana.
Don Mario - Ballata 2001 - Ribelle per Amore.

D/A/G/A/G/D/E/D


D Pedalava di notte ma non era mai solo,
anche quando per strada non c'era G nessuno,
se vedevi una luce illuminare il buio,
era certo Don Mario che tornava dal D giro
Primi anni quaranta di miseria e di fame,
c'era sempre qualcuno che doveva G aiutare,
c'era tanto bisogno di consolazione,
di parole buone di un fratello D maggiore.

A Quando nel freddo pedalava, con quella G luce si riscaldava.
forse era D l'Africa, A terra di missione G lontana,
avvolto nella D nebbia, che a A Brentana lo G accompagnava,
in una camera D spoglia, A Don Mario forse G dormiva si riposava
le lodi di D Dio, un bel A sorriso e il nuovo giorno G iniziava

D Tutta la Brianza ne ha sentito parlare,
di Don Mario di certo  si poteva G fidare,
anche la Resistenza armata e clandestina            

in quel giovane prete ci poteva D contare.

D Facile capire da che parte stare,
dalla parte di chi deve fuggire, G scappare,
di chi non ha più niente e deve mangiare,
di chi ha poca speranza ma ci deve D provare.

La A sofferenza non ha bandiere, non si G riveste di un preciso colore,
Partigiano di D Dio, non per A scelta ma per G vocazione
Non c'è D coprifuoco, non lo spaventa nemmeno un G plotone,
contro i repubblichini D per la A violenza e la loro G arroganza.
Provateci D voi, se siete in A grado di fermare quel G prete, non ci riuscirete!
Se buca una D ruota quel suo A cavallo se lo mette in G spalla
deve tornare a casa.... dai suoi ragazzi a D Brentana.

D Se per caso una notte si dovesse vedere,
una luce che viene dal paese G vicino,
non ti spaventare quello forse è Don Mario
viene da Verderio sta tornando dal D giro.

D Misteriosa la storia, complicata la vita,
proprio quando la guerra sembrava G finita,
ha dovuto ubbidire al comando supremo,
la chiamata finale che viene dal D cielo.

A E il suo cuore di santo in quel G momento osò chiedere tanto:
"Signore ti D prego, accetta A questa mia umile G vita,
ma in cambio ti D chiedo, riporta a A casa tutti i miei G soldati, e che sia finita"
Ricordo il D funerale, la piazza A piena di tante G persone,
e quella triste D campana che a A breve cambierà G canzone,
la fine della D guerra, la A gioia, la G Liberazione, 2V


... accoglilo Si D gnore.
... è il nostro Don G  Mario.
... ribelle per D Amore,
Soltanto per Amore…..G 

Il bene non fa D rumore. Il rumore non fa G il bene.”

A Quando nel freddo pedalava con quella G luce si riscaldava,
era D Brentana, A terra di missione G vicina,
lui non si D perdeva, ovunque A andava ritrovava la G strada,
qualcosa lo D guidava, la notte A chiara allora G diventava,
e lo G accompagnava... dai suoi ragazzi a D Brentana.

venerdì 28 aprile 2023

Domani sera Ichiché C.M.B. 1982 a Veduggio per Don Mario Ciceri - Locandina

 A un anno dalla beatificazione di don Mario Ciceri gli Ichiché Cantastorie Music Band 1982 sono stati invitati a Veduggio MB, suo paese natale, a suonare in occasione della presentazione del libro "Senza misura":



mercoledì 21 settembre 2022

Don Mario Ciceri, il prete dell’oratorio a Sulbiate, diventa beato. Di Enrico Lenzi - Avvenire 29-4-22

 Di seguito il testo dell'articolo : 



«Essere stato il prete dell’oratorio, nello stile ambrosiano». Monsignor Ennio Apeciti spiega con queste parole la via della santità percorsa da don Mario Ciceri, il sacerdote ambrosiano che domani sarà elevato agli onori degli altari durante la cerimonia di beatificazione, che lo vedrà accomunato ad Armida Barelli, cofondatrice dell’Università Cattolica, fondatrice del ramo femminile dell’Azione cattolica e di un Istituto di vita secolare.

«Il nostro don Mario, non ha fondato nulla, non ha lasciato istituzioni di alcun genere – sottolinea monsignor Apeciti che è il delegato arcivescovile della causa –, ma rappresenta un caso di fama di santità che sin dalla sua morte, avvenuta il 4 aprile 1945 per le conseguenze di un grave incidente stradale, lo circondava tra i suoi parrocchiani di Sant’Antonino martire a Brentana di Sulbiate» oggi in provincia di Monza-Brianza.

Una fama di santità che la comunità di Sulbiate ha custodito per oltre 75 anni. «Fu proprio una rappresentanza dei suoi ex oratoriani a presentarsi da me chiedendo di aprire la causa di beatificazione nei primi anni Duemila – racconta il delegato – e non nascondo che all’inizio ero perplesso. Ma ammetto che fui colpito dall’avvertire come don Mario fosse ancora vivo nella loro comunità. Una presenza concreta».

Don Mario Ciceri nasce l’8 settembre 1900 a Veduggio, in provincia di Milano, quarto di sei figli. Già all’età di 8 anni esprime il desiderio di diventare sacerdote. Entra nel Seminario minore di San Pietro a Seveso nel 1912 iniziando il percorso di formazione che lo porta all’ordinazione sacerdotale, avvenuta il 14 giugno 1924 e presieduta dall’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Eugenio Tosi, che lo destinerà come sacerdote dell’oratorio proprio a Brentana di Sulbiate. Sarà la sua prima e unica destinazione. È nella sua attività di coadiutore che sarà capace di «prendersi cura delle anime che gli erano state affidate» e costruirà il suo percorso di santità.

«Ascoltando le testimonianze di chi lo ha conosciuto – racconta ancora Apeciti – mi ha colpito come ognuno di loro trovasse sempre don Mario pronto e attento ad accoglierlo. E non solo: alcuni raccontano che era sempre in chiesa a pregare o confessare, altri che era sempre con i ragazzi dell’oratorio, altri ancora che sapeva essere presente dove c’era un malato. Insomma don Mario c’era sempre per tutti».

E non si tratta solo di essere presente, ma anche di essere significativo per chi lo ha incontrato. È lui a costituire in parrocchia il primo gruppo di Azione cattolica e a rifiutarsi di consegnare alle autorità fasciste registri e bandiera, anche «in osservanza di quanto deciso dall’arcivescovo di allora».

E poi la creazione del foglio di collegamento con i suoi ragazzi partiti per la seconda guerra mondiale: «Si chiamava “Voce amica” – precisa il delegato arcivescovile – e riprendeva quanto venne fatto durante la prima guerra mondiale con gli allora seminaristi ambrosiani. Segno di una sua capacità di restituire quanto imparato negli anni della formazione», che tra l’altro ha condiviso con altri tre beati ambrosiani: don Carlo Gnocchi, padre Clemente Vismara e don Luigi Monza.

Una figura, quella del futuro beato, che «ha molto da dire anche ai preti di oggi – spiega monsignor Apeciti –. Don Mario è figlio del suo tempo e della teologia di allora, ma insegna ancora adesso l’importanza del senso di appartenenza, l’obbedienza e l’attenzione verso il proprio vescovo, e una disciplina sacerdotale con la fedeltà alla preghiera, alla Messa, alla confessione, alla meditazione sulla Parola di Dio».

E ai fedeli? «Ai suoi ragazzi continuava a dire di non accontentarsi del minimo, di non essere mediocri, ma di pensare in grande. Sosteneva che un cristiano o è santo o è un mediocre. Quell’insegnamento è entrato nel profondo dei suoi ragazzi, che lo hanno trasferito nel tempo ai loro figli».

Una devozione passata di generazione in generazione, così forte che davanti a una bambina di 7 anni di Veduggio (paese natale di don Mario) affetta da megacolon e in punto di morte, i suoi parenti decidono di affidarsi al loro don Mario. «Un miracolo ottenuto per sua intercessione e significativamente concesso a una bambina che frequentava l’oratorio» sottolinea monsignor Apeciti.

Sempre presente per tutti

Mario Ciceri nasce a Veduggio, piccolo paese in provincia di Milano, l’8 settembre 1900. È il quarto di sei fratelli. Riceve la Cresima nel maggio del 1908 (un tempo questo Sacramento veniva amministrato prima di aver fatto la Prima Comunione, che riceverà nel 1910) e già in quella occasione dice al suo parroco di volersi fare sacerdote.

Nel 1912 entra nel Seminario minore di San Pietro a Seveso iniziando così il suo percorso di formazione al sacerdozio nella Chiesa di Milano. Il 14 giugno 1924 viene ordinato sacerdote nel Duomo di Milano dall’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Eugenio Tosi.

All’indomani della sua ordinazione viene nominato coadiutore (sacerdote dedicato all’oratorio) nella parrocchia di Sant’Antonino Martire a Brentana di Sulbiate.

Durante la Seconda guerra mondiale mantiene contatti con i suoi ragazzi al fronte e aiuterà chiunque avesse bisogno.

La sera del 9 febbraio 1945 mentre torna a casa in bicicletta viene travolto da un calasse che non si ferma. Morirà per le ferite il 4 aprile 1945.

La Veglia nella parrocchia di Sulbiate

La sua comunità parrocchiale si prepara alla beatificazione di domani mattina, sabato 30 aprile, nel Duomo di Milano presieduta dal cardinale Marcello Semeraro prefetto della Congregazione delle cause dei santi, con una serata di preghiera per accompagnare in questo ultimo tratto il «suo don Mario», che è sepolto nella chiesa parrocchiale. Qui, stasera, alle 21 si svolgerà un momento di preghiera e riflessione sull’opera e la figura del futuro beato, che sarà presieduto dal vicario episcopale della zona 5 dell’arcidiocesi ambrosiana (Monza) monsignor Luciano Angaroni.

Ichiché M.B. '82 - Partecipazione a serata storica "Storie di corti".

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Giovedì sera 22 settembre parteciperemo all'evento sopra riportato che si che inizierà alle ore 20:45 presso la storica Cascina Valfredda proprio a Sulbiate. Canteremo per l'occasione "Il prete di Brentana - La ballata di Don Mario" e se ci sarà Monica Levati , in ricordo di tutte le lavoratrici delle filande di Sulbiate anche "A la mattina bonora".

Che dire: sarò emozionato. Lo so che nessuno "nemo profeta patria" e poi non scrivo e canto per cercare gloria, quindi potrei dire "machisenefrega", e chiuderla qui.

Ma, suonare la canzone di Don Mario qui a casa sua, davanti a persone che ne hanno certamente sentito parlare, i più anziani forse conosciuto personalmente, dopo più di 25 anni, non mi lascia indifferente. Qualcosa sento che si muove dentro.

A me Don Mario è sempre piaciuto. Per quello che ho letto, capito, scoperto...di Lui,