Da spiegare, raccontare a chi ancora oggi pare non averlo capito.
Complimenti Maurizio Ambrosini. Grazie
Da spiegare, raccontare a chi ancora oggi pare non averlo capito.
Complimenti Maurizio Ambrosini. Grazie
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| I sette fratelli Cervi. |
Il 28 dicembre 1943 a Reggio Emilia furono fucilati per rappresaglia, a causa della morte di un funzionario fascista, 7 fratelli della famiglia Cervi, figli di Alcide Cervi e Genoeffa Cocconi: Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio e Ettore. Una famiglia contadina che lavorava la terra tra Campegine e Gattatico. La casa divenne ritrovo di antifascisti, e rifugio per oppositori al regime.
Il 26 luglio 1943, giorno delle dimissioni di Mussolini, per fare festa la famiglia offrì a tutto il paese di Gattatico un pranzo a base di pasta.
Dopo l'8 settembre tutti i fratelli furono impegnati in azioni contro i fascisti.
IL 26 novembre la Guardia Nazionale Repubblicana circondò la casa in cui si trovava tutta la famiglia insieme ad alcuni amici. Insieme al papà Alcide furono tutti arrestati e portati nel carcere politico di Servi a Reggio Emilia.
La mattina del 28 dicembre furono tutti fucilati.
Il papà seppe della loro morte solo l'8 gennaio. Alcide visse fino al 1970.
Raccontò la storia in un libro: "I miei sette figli."
In Italia sono tante le strade che intitolate si Fratelli Cervi. La casa della faglia oggi è stata trasformato in un importante museo della Resistenza Italiana. Qui per approfondire un articolo da "Patria Indipendente" del 26 dicembre 1993 firmato da Pietro Calamandrei.
emmesse, 27 dic 2022